et in arcadia ego
Franca Maria Canfora

Veniva Giugno

Veniva Giugno vestito d'estate,
nei campi il giallo del grano maturo
e il vermiglio dei fiori tra i fossi,
scrosci di risa e corse di bambini.
Cantavan le donne chine alle fonti,
ruvide mani su ruvide pietre,
come farfalle le parole, e l'ore
volavano, nel sudore disfatte.
Sole a picco a sfaldar le zolle
sulle schiene piegate e sulle falci,
passava la brocca di bocca in bocca
la polvere a limare, poi giù chini
senza posa, fino al calar del sole.
La sera fisarmoniche a suonare
e piedi svelti a ballare nei cortili,
canti e grida sparsi sull'aie in festa,
gli sguardi morbidi e i rossori accesi
le madri attente a sorvegliar le figlie,
i padri all'uscio, a commentare piano
i bicchieri colmi, le mani stanche,
sorrisi tintinnanti tra le rughe.
Corti di luci a punteggiar la notte,
lucciole e stelle pellegrine in cielo,
rigagnoli di luna nel canale,
fruscii calmi di fronde appena smosse,
ad imbrigliar tra i rami chiaroscuri.
Così era giugno vestito d'estate,
ebbro di frutti, di fiori e di sole,
era così giugno, pieno d'amore e
d'un quieto vivere che più torna.
Giorgio Valdes

Il Veliero

Salpa Veliero verso ignote sponde
con la logora vela issata al vento
e col timone saldo sulle alte onde
per ritrovare ardore e nuovo intento.

La tempesta coraggio nuovo infonde
e tuono entra nel cuor che batte a stento
mentre anima con nube si confonde
e grido spegne antico e reo lamento.

La prua dirigi verso l’orizzonte
dove il mare respira con il cielo
e vita verso eterno divien ponte.

E quando morte stende scuro velo
ed imprime il sigillo sulla fronte
il Veliero d’Amore divien stelo.
Lenio Vallati

Assenza di parole

Non voglio sentire stasera
false parole, conchiglie 
di vane promesse
sul mio mare di cobalto.
Desidero soltanto
la tua pelle sulla mia,
il tuo respiro affannoso
accanto al mio,
la tua bocca sulla mia bocca,
mentre il sole accende di luce
un ultimo lembo di cielo.
Ah farfalla di sabbia,
pensiero stupendo!
Tu sei lontana, lo so, eppure
sei qui con me,
nel ciglio di un ricordo,
nella malia di un desiderio,
nella realtà di un sogno.
Lacrime e sale morderanno la notte
se tu non arrivi.
Ti sento.
Sulla spiaggia bagnata dal mare,
sullo scoglio nudo
della mia passione.
Restiamo così, anima mia,
coralli intrecciati
al sussurro del vento,
brezza leggera
in assenza di parole.
Premio speciale Arcadia                             
Premio speciale I.P.L.A.C.
Premio speciale Altre Voci                            
Premio Letterario La Penna d'Oro
motivazione

Poesia pacata e mesta della nostalgia e di un rimpianto sottile e rassegnato.     Una poetica suadente e musicale, carezzevole e dolce.      La tensione emotiva delle situazioni evocate non sconfina mai nella disperazione ma trascolora a volte in velata speranza.    Il fraseggiare poetico è palesemente in versi.     Intendendo per verso la frase poetica quantitativamente e accentuativamente corretta e rispettosa dei canoni.    Non c’è l’ossessione per una tipologia unica di versi come la frequentazione  del pur nobile endecasillabo, ma sono impiegati versi differenti, di diversa misura, col risultato particolarmente apprezzabile di una  musicalità solida e piena, pur nel rispetto del verso libero della tradizione moderna.     Per questa ragione viene conferito a Franca Maria Canfora il Premio speciale ARCADIA per rendere omaggio a una scrittura raffinata ed elegante e a una scelta di temi coinvolgenti e rappresentativi della moderna inquietudine.
motivazione

In questa poesia trionfa l’allegoria dell’Uomo e della sua vitalità e ardimento che, nel percorre rotte ignote, lotta con gli eventi nonostante il logorio degli eventi.      L’uomo è stanco ma nel suo cuore può ancora resistere e imporre la via da percorrere (…/con la logora vela issata al vento / e col timone saldo sulle alte onde /…) ritrovando, giorno dopo giorno, la saldezza dei propri ideali e delle proprie speranze (…/per ritrovare ardore e nuovo intento.//…). Le vicissitudini più violenti sono più infondono il coraggio e più agitano il cuore mentre l’anima, stordita, spegne dolorosi ricordi.      La forza e il coraggio di procedere verso l’ideale finale (…l’orizzonte / dove il mare re-spira con il cielo /…) impregnano la vita di quei valori affinché eternamente vivano. Tut-to questo segna la vita con unica parola “Amore” e, anche se la morte giunge a rivendica-re il suo ultimo e definitivo diritto, il ricordo resterà imperituro a testimonianza ( / il Ve-liero d’Amore divien stelo.).     Nella poesia vibra la volontà di lottare affinché l’Uomo, specchio e testimone, possa il-luminare e testimoniare l’armonia del Creato la cui anima è identificabile con una sola parola” AMORE”.     In essa si legge la forza e la vitalità con cui chi crede nella purezza degli ideali lotta, an-che se stanco, contro le avversità della vita affinché questi possano trionfare e illumina-re l’umano grigiore. L’orizzonte “dove il mare respira con il cielo” è raggiungibile e … ci aspetta.
motivazione

Un ardimento quello di Vallati di proporre la poesia d’amore. Un tema questo che per essere stato frequentato dai grandi poeti della tradizione,  specie romantica,rappresenta una vera sfida per gli autori d’oggi.
Vallati è un poeta coraggioso e del resto è un personaggio noto e pluripremiato in tanti concorsi letterari e la sua sfida non poteva essere che vincente.     I testi che presenta si propongono per una freschezza disarmante, giovanile, innamorata.Ne deriva una scrittura ispirata e improntata a un grande lirismo.     Venendo all’aspetto tecnico, all’esame della prima poesia intitolata “Basta un sussurro”, salta subito all’occhio una consumata sapienza espressiva. Il titolo che è poi anche il primo verso è un senario giambico, cui segue immediatamente dopo un settenario ancora giambico e quindi un settenario anapestico. e ci fermiamo qui per la ragione seguente.     La digressione estremamente analitica e che vorrebbe far sorridere, vuole essere semplicemente una provocazione per affermare  che anche nel campo del verso libero che padroneggia tutta la poesia moderna, quando ci si trova davanti a frasi poetiche armoniche e musicali, a un esame più approfondito e soltanto in questa fase, si rileva sempre trattarsi di versi canonici sia pure accentati secondo lo stile personale. Musicalità uguale a verso perfetto.      Che si verifichi questa condizione, in modo naturale e, credo inconsapevole, capita solo a chi ha il dono della parola poetica.     Questa la ragione per la quale si attribuisce a Lenio Vallati il Premio del Cenacolo Lettetario Altre Voci.
motivazione

Senza infingimenti, senza anestesie, giunge a noi, lucida e crudissima, la testimonianza di Antonio Contoli. Un lirica breve e vibrante che, per il tramite di una scrittura aspra e viscerale- e per il tanto massimamente poetica-  mette in scena la contemporaneità in tutte le declinazioni della meschinità, del putridume, della verità senza silenziatore.     Con uno stile personalissimo, nascente da un impeto reattivo che rifiuta, anzitutto, quella facile cantabilità che ottunde i significati, veicolando le immagini fino a perderle in una dimensione intonativa estranea alla realtà. Uno stile magistralmente- e volutamente- aderente al linguaggio della quotidianità: Antonio Contoli lavora più sul parlato, ben consapevole che la forza e l’originalità di un dettato lirico non risiedono tanto nella retorica delle figure, quanto in una retorica più intima, profonda. Ed è proprio il parlato a conferire al testo una straordinaria concordia compositiva, conferendo alle immagini quel giusto rilievo semantico che la retorica altrimenti farebbe svanire nell’eccessiva ricchezza dei suoi ornamenti.
Premio Speciale “La Parola che rinasce – Terra di Lunigiana” a Antonio Contoli, per la sensibile e sofferta testimonianza poetica: le sue parole non debbono essere interpretate, non hanno sottofondi. Sono quelle, emanano realtà.  Come la Poesia, quella vera, che, sempre e comunque, rigogliosamente rinasce.
Antonio Contoli

Giallo limone

Voci e sospiri
Giungono
Dall'appartamento
Di sopra
Un urlo di piacere
Misto a dolore
Squarcia in due
Questo pomeriggio
Giallo limone

Il sole gioca
Con le tende
M'infastidisce al punto
Che mi devo alzare dal letto

Tu non sei più tornata
Da ieri notte
Non sei più tornata
ma sento ancora la tua voce
La tua anima è ancora qui

C'è caldo
Intorno a me
Il sudore cade a gocce
Dalla fronte e dal mento
Uno sparo improvviso
Dall'appartamento accanto
Squarcia in due
Questo pomeriggio
Giallo limone
Premio speciale La parole che rinasce - terra di Lunigiana